L’effetto
fotovoltaico, scoperto nel 1839 da Becquerel, è un fenomeno consistente
nell’insorgere di una forza elettromotrice in un sistema in cui sia presente
una barriera di potenziale, in seguito all’assorbimento di radiazione
elettromagnetica in prossimità di tale barriera. Consente di convertire
direttamente la radiazione in energia elettrica senza l’intervento di
differenze di potenziale esterne. La barriera può essere generata da una
differenza nella conduttività elettrica fra due porzioni del materiale, come
accade nelle giunzioni p-n, o in generale da una giunzione fra due materiali
con diversa struttura a bande e livello di Fermi (semiconduttore-metallo,
semiconduttore-semiconduttore con diverso gap, semiconduttore-soluzione redox, etc.).
E’ possibile descrivere in modo qualitativo il meccanismo fisico alla base
dell’effetto facendo riferimento ai livelli energetici di una giunzione p-n,
ovvero alla zona di transizione fra un semiconduttore monocristallino drogato n
e lo stesso semiconduttore drogato p. Come questa barriera si formi può essere
visualizzato considerando le regioni p ed n originariamente separate e
successivamente messe in contatto: quando si toccano, gli elettroni fluiscono
dalla regione n alla p e le buche dalla p alla n, per gradiente di
concentrazione. Questo flusso continua, accumulando cariche positive dal lato n
e cariche negative dal lato p, finché non viene controbilanciato dal campo
elettrico stabilitosi alla giunzione (spesso nell’ordine di
).

Figura 5. Schema delle bande per descrivere l’effetto fotovoltaico prima (1) e dopo (2) il contatto p-n.
Quando
radiazione elettromagnetica di frequenza maggiore di quella corrispondente al
gap ottico fondamentale del cristallo incide su questo in prossimità della
barriera di potenziale, essa viene assorbita dagli elettroni di valenza del
materiale che così acquistano l’energia sufficiente per portarsi nella banda di
conduzione, con conseguente creazione di coppie elettrone-buca. Sotto l’azione
del campo elettrico della barriera i portatori minoritari nella regione p
(elettroni) diffondono verso la regione n, mentre i portatori minoritari della
regione n (buche) diffondono verso la regione p generando un flusso di corrente
in direzione inversa alla barriera. Se la giunzione viene cortocircuitata si
registra una corrente
somma
di queste due (poiché tale corrente è proporzionale alla superficie della
giunzione investita si è soliti parlare di densità superficiale di corrente
),
mentre se la giunzione è mantenuta a circuito aperto si accumula una tensione
sufficiente
a controbilanciare il flusso di corrente. Il valore massimo
che
la tensione a circuito aperto può raggiungere è determinato dalla differenza
fra le posizioni in energia dei livelli di Fermi nelle due porzioni del
materiale prima del contatto, ed il suo limite superiore è determinato dal gap
del materiale.
