Il problema del consumo di energia

L’economia mondiale si basa principalmente sull’uso di riserve non rinnovabili di energia fossile in forma di carbone, che soddisfa circa il 29% della richiesta, petrolio (35%), gas naturale (24%), energia nucleare ricavata da bombardamento neutronico dell’isotopo 235 dell’uranio (2.5%) e energia idroelettrica (2.5%) [24].

            Per stimare la quantità totale di materiale fossile assumiamo che, poiché fortemente reattivi alle alte temperature, né ossigeno né carbonio libero fossero presenti sulla Terra prima dell’inizio della vita organica. Durante la fotosintesi attuata dagli organismi, l’acqua e l’anidride carbonica combinano secondo la reazione

 

,

 

che assorbe energia solare, per cui per ogni mole di ossigeno prodotta viene immagazzinata una mole di carbonio in un carboidrato (esempio tipico è il glucosio ). La massa complessiva dei carboidrati, presa come stima approssimativa della massa totale di combustibile fossile, può essere ricavata dalla massa dell’ossigeno libero nell’atmosfera secondo la relazione . Essendo la pressione pari a circa  e la percentuale in peso di ossigeno nell’atmosfera del 20%, risulta

 

 

dove  è il raggio medio della Terra e  l’accelerazione di gravità. Pertanto la quantità massima di  prodotta dalla fotosintesi ed ora presente in depositi è

 

.

 

L’energia dei combustibili fossili è spesso fornita in tonnellate  di carbone equivalente:

 

;

 

finora sono stati trovati poco più di , come indicato in tabella.

 

Tipo

Quantità []

Petrolio

0.21

Gas

0.17

Carbone

0.66

Tabella 1. Riserve note di combustibile fossile.

 

La combustione rilascia energia trasformando questi combustibili, insieme all’ossigeno, in acqua e anidride carbonica. Ad esempio bruciare metano, costituente principale del gas naturale, equivale alla reazione esotermica

 

.

 

Pesando  una mole di ,  una mole di ,  una mole di  e  una mole di , la combustione di una tonnellata di metano trasforma  di ossigeno in  di acqua e  di anidride carbonica. Assumendo grossolanamente che il consumo energetico mondiale di circa  all’anno (corrispondente a circa  o alla potenza di ) provenga da metano e che la sua combustione rilasci la stessa energia della combustione del carbone, possiamo stimare in  la quantità annua di  liberata, corrispondente a . A pressione atmosferica, prendendo la temperatura media terrestre () e nell’approssimazione di gas perfetto, tali moli occupano un volume di quasi : per confronto riportiamo che il lago di Garda, il più grande in Italia, contiene poco più di  d’acqua. Va tuttavia sottolineato che circa metà dell’anidride carbonica prodotta si discioglie nell’acqua degli oceani, e quindi è la restante metà che va ad arricchire l’atmosfera.

L’aumento della concentrazione di anidride carbonica comporta un aumento della temperatura della Terra per effetto serra. Per capirne il principio di funzionamento ricorriamo al seguente semplice modello, in cui faremo uso di nozioni sulla radiazione solare che verranno approfondite nel prossimo paragrafo. Il Sole è un corpo nero a , ed emette massimamente fotoni a lunghezza d’onda nel visibile (attorno ) a cui l’atmosfera è trasparente. La Terra è un corpo nero a temperatura inferiore che emette maggiormente a lunghezza d’onda media di , cioè nell’infrarosso: tutte le molecole triatomiche nell’atmosfera,  inclusa, assorbono bene in questa zona spettrale. Conseguentemente, mentre la maggior parte della radiazione solare incidente raggiunge la superficie terrestre, gran parte dell’energia irradiata da quest’ultima viene assorbita dall’atmosfera, che così si scalda e irraggia nuovamente la Terra.

 

IMG1-sole-terra-atm.jpg

Figura 1. Bilancio dell’energia assorbita ed emessa nell’unità di tempo.

 

Assumendo che la crosta assorba tutta la radiazione incidente, all’equilibrio vale

 

,

 

dove  è la potenza emessa dalla superficie terrestre,  e  hanno analogo significato, mentre  è l’albedo media della Terra (l’albedo di una superficie indica la frazione di radiazione incidente che viene riflessa all’indietro). Assumendo che tutta l’energia irradiata dalla crosta sia assorbita dall’atmosfera, all’equilibrio deve valere

 

, e quindi , ovvero

 

 

dove  è il raggio terrestre medio,  è la costante di Stefan-Boltzmann,  è la temperatura media terrestre considerando il precedente modello di effetto serra, e  è l’energia media della radiazione solare che raggiunge un’unità di superficie limitrofa all’atmosfera (il concetto di costante solare verrà approfondito al paragrafo 1.2). Il valore così trovato è da confrontare con l’effettiva temperatura terrestre che oscilla fra  e  e ha media di . A prima vista  non appare un valore catastrofico: non è proibitivo per esseri umani e specie animali comuni, non scioglie tutti i ghiacciai né vaporizza gli oceani. Tuttavia questo innalzamento catalizzerebbe una serie di fenomeni destinati ad alterare il pianeta ed aumentane ulteriormente la temperatura: ad esempio quando il ghiaccio si scioglie, il terreno si scalda maggiormente poiché ha un indice di rifrazione inferiore. Inoltre, all’aumentare della temperatura, l’anidride carbonica si discioglie sempre meno fino a non essere più assorbita ma rilasciata dagli oceani. Complicati modelli climatici sono in disaccordo sulla stima degli effetti dell’aumento di  nell’atmosfera, com’è intuibile data la difficoltà di studiare un sistema così complesso, ciò non toglie che sarebbe quantomeno prudente non alterare il poco compreso equilibrio dinamico del pianeta.

Le principali alternative per la produzione di energia senza emissione di gas serra sono i combustibili fossili con intrappolamento dell’anidride carbonica prodotta, l’energia nucleare e l’energia solare. La sfida per l’intrappolamento della  è trovare posto ai già citati  che vanno ad ingrossare l’atmosfera ogni anno, un posto che deve essere assolutamente sicuro e non permettere nessun tipo di fuoriuscita. L’energia nucleare è la seconda scelta possibile: attualmente nel mondo sono in funzione circa 440 centrali per un potenza totale di quasi , ovvero intorno al 16% dell’energia elettrica utilizzata nel 2008 [26]. La quasi totalità delle centrali in funzione appartiene alla cosiddetta “seconda generazione”, alla terza appartengono quelle che dovrebbero essere costruite in Italia nei prossimi anni; mentre le centrali di quarta generazione, in progettazione e forse disponibili entro 30 anni, potrebbero riuscire sia a non produrre scorie che a utilizzare come materiale fissile, oltre all’uranio-235 che costituisce solo lo 0.72% dell’uranio disponibile in natura, anche l’abbondante uranio-238 (99.275%). Tuttavia occorre fare i conti con la tecnologia attuale: per soddisfare l’intero bisogno energetico solo con centrali a fissione nucleare di seconda generazione, dovremmo costruirne più di 14000 da  effettivo e costo non inferiore a tre miliardi di euro ciascuna. Il materiale fissile necessario ammonterebbe a quasi , e l’uranio-235 () “a buon mercato” () verrebbe esaurito in meno di 30 anni. A questo si aggiunge il problema dello stoccaggio delle scorie: una centrale di seconda generazione da  produce circa  all’anno di scorie radioattive di media e alta pericolosità. Soddisfare l’interno bisogno energetico solo con centrali a fissione di seconda generazione produrrebbe quasi  di scorie pericolose ogni anno (pari al volume di un cubo di lato ), quantità certamente non problematica come i  di  (cubo di lato ), soprattutto se si operano saggi accordi internazionali per l’individuazione di siti geologicamente stabili. Infine un dato riguardante il rischio di catastrofi da nucleare civile: in circa 50 anni, corrispondenti a quasi 12000 anni di attività di un solo reattore, sono avvenuti 130 incidenti di cui 2 gravi per la popolazione. Ultima opzione è lo sfruttamento di fonti rinnovabili, di cui il solare è certamente il più promettente. Dalla referenza [2] riportiamo che, secondo stime delle Nazioni Unite, le rimanenti risorse idroelettriche praticamente sfruttabili ammontano a meno di . La potenza complessiva in tutte le maree e le correnti oceaniche nel mondo ammonta a quasi . La potenza geotermica sulla superficie terrestre è , di cui solo una piccola frazione può essere estratta in pratica. Il quantitativo di potenza eolica è stato stimato in massimo  dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). In confronto, la potenza complessiva dei raggi solari all’esterno dell’atmosfera è .

Va infine sottolineato che alla difficoltà di produrre energia “pulita” si aggiunge quella di una richiesta incessantemente crescente: dal 1965 al 2008 il consumo energetico mondiale è salito da  a , con un incremento medio annuale del  [24].

 

Figura 2. Consumo energetico mondiale annuo dal 1965 al 2008 in  [24].