Indicatori di distanza
Utilizzati per misurare la distanza di un oggetto celeste. A seconda che tale sia più o meno lontano, gli indicatori si dividono in:Primari
Parallasse, Cefeidi, Diagramma H-R di un ammasso stellare, Nove. Utili fino a circa 10 Mpc: per la nostra galassia, il Gruppo Locale, i vicini più prossimi.
Secondari
Stelle più brillanti, Vaste regioni HII, Luminosità media di un ammasso stellare, relazione di Tully-Fisher (più larga è la distribuzione in frequenza della radiazione a 21cm, più brillante è la galassia). Utili fino a circa 100 Mpc.
Terziari
La galassia più brillante di un ammasso, Supernove. Utili fino a circa 1000 Mpc. Per l'utilizzo di tali indicatori risulta fondamentale la legge di Hubble.
Legge di Hubble
Nel 1929 Hubble ed Humason dedussero che in media le galassie si allontanano da noi e che la velocità di recessione radiale è proporzionale alla distanza (sottolineo che l'allontanamento avviene perché "tutto si allontana da tutto", cioè l'universo si espande):Velocità = distanza * costante di Hubble (pari a 50-100 km /s /Mpc)
Dalla misura del redshift (che si può interpretare come effetto Doppler oppure con la teoria dei "fotoni stanchi": nell'universo in espansione il fotone subisce uno "stiramento" della lunghezza d'onda), ricordando che a velocità non relativistiche vale
Redshift = variazione lunghezza d'onda / lunghezza d'onda = velocità / c (c è la velocità della luce)
possiamo risalire alla velocità e, grazie alla legge di Hubble, stimare la distanza.
