Appunti sulla via lattea

Galileo (1610)

Fu il primo a guardare la via lattea con un telescopio e la scoprì costituita da un'innumerevole quantità di stelle invisibili ad occhio nudo

Wright (1750)

Fu il primo a suggerire che il Sole fosse una delle tante stelle distribuite su una lastra

Kant (1755)

Suggerì che la via lattea fosse un disco rotante di stelle: uno dei tanti "universi isola"

Herschel (anni 1780)

Partendo dal presupposto che dovremmo vedere maggiore concentrazione di stelle in direzione del nucleo galattico, Herschel dedusse, dopo aver contato le stelle col suo telescopio da 1,2 metri in ogni regione del cielo, che il Sole è al centro della nostra galassia. Le sue misurazioni furono sbagliate poiché fatte non considerando l'effetto dell'estinzione interstellare (ovvero dell'assorbimento della luce da parte del mezzo interstellare che è, nel piano della nostra galassia, di circa 2 magnitudini ogni 1000 parsec) sulla quantità di stelle osservabili: la distribuzione stellare sembra uniforme attorno al Sole non perché esso sia al centro ma perché gas e polveri coprono grandissima parte delle radiazioni ottiche provenienti dal denso centro galattico.

Kapteyn (anni 1920)

Misurando la densità di stelle da foto, Kapteyn confermò sostanzialmente le deduzioni di Herschel e, sfruttando le distanze di astri vicini misurate tramite parallasse, trovò per la via lattea un diametro di 15000 parsec (pc) ed uno spessore di 3. Le sue misurazioni furono sbagliate poiché fatte non considerando l'estinzione interstellare.

Shapley (anni 1920)

Da direzione e distanza degli allora conosciuti ammassi globulari calcolata con la relazione fra temperatura e luminosità delle stelle Cefeidi, Shapley ne ricostruì la distribuzione tridimensionale e scoprì che tali ammassi formano un imponente sistema sferico -che ci da un'idea delle dimensioni globali della galassia- centrato su un punto contenuto all'interno della costellazione del Sagittario, che è il vero centro della galassia, lontano dal Sole. Anche le sue misurazioni furono imprecise poiché fatte non considerando l'effetto dell'estinzione interstellare sulla diminuzione del flusso di una stella misurato dalla terra.

Oort (1927)

Dalla misura della velocità di rotazione della galassia stimò la massa di quest'ultima

Oort e Van de Hulst (1940-60)

Mapparono i bracci a spirale con l'osservazione dell'emissione a 21 centimetri cm dell'idrogeno neutro